Un’estensione più ampia del certificato complementare di protezione (SPC) – lo strumento che prolunga la tutela brevettuale dei farmaci per compensare i tempi necessari all’autorizzazione e all’immissione in commercio – potrebbe attrarre oltre 45 miliardi di euro di investimenti in ricerca e sviluppo e favorire la creazione di 24.500 nuovi posti di lavoro nell’ambito della sperimentazioni cliniche nei prossimi 15 anni.
È quanto sostiene EFPIA, la Federazione europea delle industrie e associazioni farmaceutiche, mentre il Parlamento europeo è impegnato nell’esame del Biotech Act.
Secondo un’analisi realizzata per EFPIA da Copenhagen Economics – società indipendente di consulenza economica e ricerca con sede in Danimarca – l’attuale proposta della Commissione europea, che prevede un’estensione di 12 mesi del certificato complementare di protezione (SPC) per alcuni farmaci biotech innovativi sviluppati e prodotti nell’UE, avrebbe un impatto modesto sulle politiche di investimento delle aziende. Di contro, un’estensione più ampia degli SPC potrebbe aumentare di dieci volte gli investimenti in ricerca e sviluppo.
Lo studio evidenzia inoltre che un sistema più flessibile consentirebbe di portare sul mercato fino a 18 nuovi medicinali sviluppati in Europa e di coinvolgere arruolare oltre 24.000 pazienti in più negli studi clinici, con un impatto contenuto sulla spesa sanitaria.
“Il Biotech Act offre grandi potenzialità, ma i suoi benefici rischiano di essere compromessi se l’Europa adotterà un approccio troppo restrittivo all’estensione degli SPC”, conclude Nathalie Moll, direttore generale di EFPIA, sottolineando che una maggiore attrattività per la ricerca è essenziale per competere con Stati Uniti e Cina.